consulenza manageriale

sabato, agosto 01, 2009

Alcune idee e strumenti utili per avvantaggiarsi in questo fantastico momento che sta attraversando l’economia

Non sto facendo della facile ironia nel considerare il momento economico “fantastico”. Quando guarderemo indietro a questo periodo, fine 2008, 2009 e 2010, se avremo saputo approfittare delle opportunità che ci saranno state offerte, o che avremo saputo creare, potremo congratularci con noi stessi. Ma dovremo pensare ed agire in maniera diversa da come abbiamo agito e pensato fino ad ora.Non stiamo parlando di incosciente ottimismo, pensare positivo o spendere soldi che non abbiamo, non stiamo parlando di attendere che il difficile periodo passi e tutto torni come prima, non stiamo pensando a come fare per tirare avanti e sopravvivere, tutt’altro. Le opportunità ci si presenteranno in maniera completamente diversa e quindi per approfittarne dovremo pensare ed agire in maniera completamete diversa.
1. Molte persone, manager e imprenditori o dipendenti publici e privati, stanno guardando al proprio futuro cercando di sopravvivere. Si fanno piccoli aggiustamenti, si riducono le spese, si tagliano i costi (in generale la promozione, la formazione e il personale) tagliandosi così le gambe per quando la crisi finirà, se mai si riuscirà a restare sul mercato fino a quel momento. Occorre invece porsi dei grandi obiettivi ed investire per raggiungerli tutte le risorse che abbiamo. Non sto parlando solo di risorse economico/finanziarie ma di entusiasmo, capacità di lavoro, competenze e conoscenze.
2. Quando avremo deciso con fermezza quello che vogliamo fare nei prossimi due o tre anni, quando avremo identificato i nostri obiettivi, occorrerà pensare come se li avessimo già raggiunti. Occorrerà dunque metterci nel futuro ed agire e pensare come se avessimo già raggiunto quello che volevamo. Non si tratta di una battuta ma di un metodo scientifico e quindi sperimentato. Noi abbiamo ua capacità mentale cosciente (conscious mind ) che è in grado di elaborare circa 40 informazioni al secondo, ed una capacità mentale subconscia (subconscious mind) che è capace di elaborare 4 milioni di informazioni al secondo. Dobbiamo quindi non affidarci solo al razionale, col quale vedremo solo le cose e gli avvenimenti spesso deprimenti che ci circondano, ma cercare di riprogrammare il nostro subconscio. E’ quello che di solito fanno gli atleti prima di una gara impegnativa: si pongono nell’attegiamento mentale del vincitore. Ci sono diversi metodi per ottenere questo stato mentale e ne parleremo.
3. Non basta essere in grado di sfruttare le opportunità che ci si presentano, è necessario essere proattivi: costruire le opportunità da sfruttare. Per fare questo è importante far crescere il proprio network, la propria rete di contatti. Dobbiamo cercare di creare rapporti con più persone possibile ed occorre fare questo non pensando solo a chi ci può essere di aiuto ma anche a chi può avere bisogno del nostro aiuto.
4. Essere pronti, prepararsi, per quando la crisi finirà. Abbiamo delle conoscenze, delle competenze, delle esperienze, del talento, delle passioni; facciamo crescere e valorizziamo questi valori poichè c’è sicuramente qualcuno che ha bisogno delle nostre conoscenze, competenze, esperienze, talento e passioni.
Pensiamo a queste cose durante il mese di Agosto. Ci risentiremo a Settembre. Ad ogni modo io resterò connesso sempre e pronto a rispondere alle email.
Per saperne di più vai a http://geminieuropa.eu/conoscenza.html

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giovedì, dicembre 04, 2008

Perchè CaosManagement

http://www.caosmanagement.it

Rivista Elettronica nata da un’idea fortemente perseguita dall’ing. Giuseppe Monti e leggermente assistita da M Barbara Herreros. Nasce come Notiziario nel luglio 1998. Nel gennaio del 2004 diviene una vera e propria rivista elettronica, registrata e diretta dall’ing. Giuseppe Monti, con il coinvolgimento totale di Marisol Barbara Herreros.

Nel tempo si è fatta conoscere per la qualità dei contributi pubblicati, per la serietà intellettuale dei suoi interventi, ed anche perché oggi sono iscritti alla rivista circa 47.500 persone in Italia e nel mondo.

La sua filosofia, veniva descritta da Monti, nel Numero 0 del 2004.

"Una goccia d'acqua che si spande nell'acqua, le fluttuazioni delle popolazioni animali, la linea frastagliata di una costa, I ritmi della fibrillazione cardiaca, l'evoluzione delle condizioni meteorologiche, la forma delle nubi, la grande macchia rossa di Giove, gli errori dei computer, le oscillazioni dei prezzi sono fenomeni apparentemente assai diversi, che possono suscitare la curiosità di un bambino o impegnare per anni uno studioso, e che presentano un solo tratto in comune: per la scienza tradizionale, appartengono al regno dell'informe, dell'imprevedibile dell'irregolare. In una parola al caos. Ma da due decenni, scienziati di diverse discipline stanno scoprendo che dietro il caos c'è in realtà un ordine nascosto, che dà origine a fenomeni estremamente complessi a partire da regole molto semplici."(J.Gleick, pioniere di una nuova scienza, Chaos)

Definire ed interpretare in maniera puntuale ed esauriente i fenomeni del nostro tempo sarebbe impresa molto rischiosa ed oltretutto sterile. Ci sembra invece molto più interessante un' analisi della realtà interpretata attraverso l'individuazione di una chiave di lettura attuale: la teoria del caos. E' importante a questo punto evidenziare che caos non è sinonimo di caso, ne è solo l'anagramma. Non è neppure completo disordine poiché, sulla base delle recenti scoperte scientifiche, i sistemi caotici sono sistemi dinamici riconducibili ad una logica complessa, e prevedibili a breve termine. E' dunque possibile sostenere che nel caos c'è ordine. Si tratta di un ordine tanto complesso da sfuggire alla percezione ed alla comprensione umana, un ordine dove non è più possibile riscontrare le regole dell'idea di armonia platonica.

"….. I sistemi complessi tendono a situarsi in un punto che definiremo il margine del caos. Immaginiamo questo punto come un luogo in cui vi è sufficiente innovazione da dare vitalità al sistema, sufficiente stabilità da impedirgli di precipitare nell'anarchia. E' una zona di scompiglio e di conflitto dove vecchio e nuovo si scontrano continuamente…" (Michael Crichton).

Il pensiero scientifico e filosofico contemporaneo è segnato dalla progressiva presa di coscienza di un lento ed inesorabile dileguarsi delle certezze, dei fondamenti teorici e pratici del sapere. Il tempo, lo spazio, il rapporto tra cause ed effetti, concetti ritenuti immutabili fino al secolo scorso, stanno gradualmente scomparendo o quantomeno risultano suscettibili di critica come categorie del pensare e dell'agire scientifico e filosofico. Detto ciò, su un piano teorico ed intellettuale, sono possibili due linee di azione: trovare in primo luogo nuove risposte, più adeguate al tempo che stiamo vivendo, agli interrogativi classici della filosofia; in alternativa, costruire un'immagine il più possibile confortante del lavoro e delle prospettive della scienza, la quale ha mantenuto nel tempo la speranza di continuare a ricoprire il ruolo ereditato dall'epoca di Newton e Galileo, ovvero quello di "faro illuminante" dell'esistenza umana. Su un piano meno astratto, la crisi che caratterizza il nostro secolo è profonda e diffusa a livello globale; nessun aspetto della nostra vita ne è immune, a partire da questioni come la salute, i mezzi di sussistenza, la qualità dell'ambiente e dei rapporti sociali, l'economia, la tecnologia. Si è sviluppata insomma la coscienza di una serie impressionante di emergenze, che coinvolgono l'umanità, a tutti i livelli in un tentativo di ricerca di nuove soluzioni. L'immagine stessa della filosofia e della scienza ne risulta quindi modificata: il sapere ereditato dall'età moderna, per poter sopravvivere, deve mettere in discussione uno dopo l'altro tutti i suoi fondamenti, ma soprattutto deve scoprirsi ancora capace di calarsi nella vita reale, e rispondere alle domande sempre più pressanti che questa gli pone.

"Il compito principale della generazione contemporanea è re-inventare le nostre imprese ed istituzioni, pubbliche e private." (Tom Peters)

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