consulenza manageriale

lunedì, dicembre 21, 2009

Apprendere (oggi) è facile

da Caosmanagement.it n°47 dicembre 2009

Tutti abbiamo la capacità di acquisire conoscenza ed apprendere nel corso della nostra vita. Non sembri retorico dire che ciascuno di noi ha la possibilità di crescere facendo della propria vita un percorso di apprendimento ed acquisendo nuova conoscenza in ogni momento.

In questi ultimi anni internet ci ha reso molto più facile apprendere, iniziando un percorso che nell’opinione di molti potrà presto provocare una trasformazione radicale dell’apprendimento formale (ginnasio, liceo, università), fino alla abolizione della scuola così come la intendiamo oggi. Dell’MBA abbiamo già detto.

Riferendoci ora ad un uso “utilitaristico” dell’apprendimento ci rivolgeremo a coloro che hanno la necessità di conoscere più cose per crescere e progredire nella propria attività o per affrontare problemi nuovi o iniziare una nuova attività.
Le metodologie classiche per l’apprendimento sono oggi così definite:

Apprendere lavorando (training on the job): necessario affiancamento alle persone in fase di inserimento, di cambiamento nella forma di lavorare, di nuove implementazioni, di innovazione dei processi.


Formazione in aula: occasione d’incontro non gerarchico delle persone che lavorano con uno scopo specifico, programmato, interattivo e valutato nel tempo. I temi possono essere diversi come diverse possono essere le tecniche usate in aula.


Formazione a distanza: può essere utilizzata per coinvolgere più persone
contemporaneamente, con l’utilizzazione di metodologie diverse come la practice simulation, Business Games e Problem Based Learning.

Le prime due sono ben note e presentano diversi vantaggi e molti svantaggi. Della terza metodologia diremo più avanti.
Vediamo ora quali sono le fasi da seguire per acquisire conoscenza via internet in maniera efficace ed efficiente.

Inserire in un motore di ricerca la parola o la frase che indichi l’argomento che vogliamo conoscere.
Leggere dai diversi punti di vista cercando prima di tutto su giornali o riviste accademiche o scientifiche on-line e dai blog.
Controllare accuratamente quello che abbiamo trovato tenendo presente che non sempre quello che viene pubblicato è la verità.
Partecipare a forum di discussione per condividere quello che abbiamo appreso.

Sulla formazione a distanza abbiamo già avuto modo di scrivere sui precedenti numeri di questa rivista. Ce ne siamo occupati teoricamente e praticamente sin dai suoi esordi fin dalla seconda metà degli anni ’90. All’inizio si trattava solo di utilizzare il web come un nuovo supporto di un libro di esercizi con in fondo le soluzioni. Un procedimento quindi scomodo e noioso.

La situazione oggi è notevolmente cambiata.

Ecco dunque alcuni motivi per cui la formazione a distanza diventa sempre più interessante.

1. Grande scelta
Esistono ora online molti programmi tra cui scegliere.
2. Flessibilità
Permette di apprendere senza trascurare altri impegni.
3. Opportunità di Networking
E’ possible entrare in contatto con altri studenti.
4. Tempi
Molti programmi online permettono di studiare organizzando il proprio tempo.
5. Risparmio
La formazione online costa meno di altre tipologie di formazione.
6. Nessuna necessità di muoversi
Nessuno spreco di tempo e costi di trasporto.
7. Contenuti di alto livello
Alcuni programmi online permettono il contatto diretto con professori di alto livello accademico o di esperienza.
8. Efficacia
Recenti studi hanno permesso di constatare che lo studio online è più efficace di
quello in una aula tradizionale.
9. Contatto
Alcuni programmi online permettono il contatto diretto e personale con i docenti.

In sintesi la formazione a distanza permette ai partecipanti di gestire il proprio tempo in maniera molto più completa che la partecipazione ad un tradizionale corso in aula e permette soprattutto un contatto diretto con i docenti.

Per quanto concerne le metodologie più efficaci adoperate nella formazione a distanza abbiamo citato practice simulation e Business Games .

L’altra metodologia interessante e che fornisce grandi risultati è il Problem Based Learning (PBL).

Questa metodologia si basa sulla multidisciplinarietà: agli studenti viene sottoposto un problema concreto da risolvere acquisendo, con l’assistenza del docente, tutte le conoscenze necessarie.

Ma di questo diremo in un prossimo articolo.

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giovedì, dicembre 03, 2009

Scrap the MBA

da CaosManagement n.43

E’ giunto il momento di abolire i Master in Business Administration?

Per amor di patria non parleremo delle scuole dei manager italiani, da cui vengono fuori personaggi che non sanno che Napoleone ha perso a Waterloo o che la Libia è stata una colonia dell’Italia, che spesso non sanno distinguere tra ha (verbo avere) ed a (preposizione), che applaudono entusiasti se qualcuno gli dice che la crisi non esiste ed è solo un fatto psicologico, che sembrano fatti con lo stampino, la testa rasata, con la loro arroganza, il loro vestitino blu, la cravatta di marinelli ed il loro telefonino ultima moda da usare con fragore nella prima classe della freccia rossa.

Parleremo invece della importante discussione che si sta svolgendo a livello internazionale sugli MBA, i Master in Business Administration.
E’ nato anche un nuovo termine: “MBA clone” (Dan Herman). Molti manager frequentano gli stessi corsi, studiano sugli stessi libri, leggono gli stessi giornali e le stesse riviste, partecipano agli stessi convegni ed assistono alle stesse conferenze. In questo modo assumono lo stesso atteggiamento e lo stesso vocabolario nei confronti del business. Diventano degli MBA clone. Naturalmente non tutti diventano MBA clone e Dan Herman propone un questionario per verificare se lo si è diventato ed una serie di suggerimenti per “declonizzarsi”. Alcuni suggerimenti sono assolutamente accettabili, quali per esempio quello di abbandonare la strategia a lungo termine, di non confondere obiettivi e strategia, altri andrebbero discussi in maniera più approfondita come quello di abbandonare la market segmentation per la contextual segmentation oppure rinunciare alla vision. Henry Mintzberg critica aspramente l’MBA. Riportiamo qui parte di una recente intervista alla CNN:

CNN: Quale dovrebbe essere l'obiettivo dell’MBA?

MINTZBERG: Creare migliori manager che creino migliori organizzazioni che creino un mondo migliore.

CNN: Il management può essere insegnato?

MINTZBERG: No, è possibile migliorare la qualità o le caratteristiche dei manager, non è possibile creare i manager in aula..... Quello che non si può fare è insegnare la gestione a qualcuno che non è un manager, come non si può insegnare un intervento chirurgico a chi non è un chirurgo. .............. Quello che ho contro gli MBA è il fatto che vieni fuori da un programma di MBA di due anni, non avendo mai fatto il manager, e presumi che sei pronto per assumere responsabilità di manager. Non solo lo presumi, ma è la stessa scuola che te lo assicura, e questo è profondamente sbagliato. ........ io considero la gestione, il management, come arte, artigianato e scienza. Si tratta di una pratica che si basa su arte, artigianato e scienza e c'è un sacco di artigianato, nel senso di esperienza, che comporta intuizione, creatività, visione e vi è l'uso della scienza, della tecnica e dell’analisi. Ma i programmi MBA sono così orientati prevalentemente verso la parte analitica che vengono fuori quelli che io chiamo “calculating managers” e penso che stanno causando problemi ovunque................................... Nelle scuole di management si da molta importanza ai case study. Si basano sul fatto di leggere una ventina di pagine di un’impresa di cui probabilmente non hai sentito mai parlare ed il giorno dopo si va in aula a parlarne. Così si stanno formando persone che pensano: datemi una ventina di pagine di relazione ed io vi do la strategia. ...............non vi è alcuna esperienza diretta, nessuno ha mai incontrato il cliente, non è mai stato nelle fabbriche, non conosce i prodotti, nessuno sa nulla. E sono tutti a parlare di ciò che la società è tenuta a fare, perché hanno trascorso un paio d'ore la sera prima a leggere il caso....................

Ray Williams in un articolo per il Sounding Board, rivista del Vancouver Board of Trade, rileva che per la maggior parte i programmi delle scuole di business sono orientati alla teoria ed utilizzano gli strumenti tradizionali: case studies, lezioni, film e discussioni. Il problema, secondo Ray Williams, è che i docenti di queste scuole sono scelti non sulla base della loro esperienza di leader o manager, ma sulla base delle ricerche pubblicate.
Kelly Holland in un articolo sul New York Times rileva che le scuole di business sono troppo teoriche e con pochi contatti con il mondo reale, agli studenti si insegna come affrontare problemi complessi con soluzioni semplici e rapide, l’unico obiettivo è quello di massimizzare il valore delle azioni, senza nessun riferimento all’etica ed ai problem sociali.
Anche Rakesh Khurana pensa che le scuole di business formano dei manager il cui unico obiettivo è quello di far crescere il valore della azioni e che, quindi, sono dei semplici agenti della proprietà, con tutto quello che deriva da questa idea.
In un articolo nel London Times, Philip Broughton è molto più feroce ed afferma che se Robespierre rinascesse e cercasse persone da ghigliottinare potrebbe cominciare da quelli che dopo il proprio nome inseriscono la sigla MBA: questa categoria di banchieri, finanzieri e consulenti distruttori di valore ha fatto molti più danni di qualsiasi altra categoria di persone. Broughton rileva anche che se facciamo una lista dei più importanti imprenditori nella storia recente, da Larry Page e Sergey Brin di Google, Bill Gates di Microsoft, a Michael Dell, Richard Branson, Lakshmi Mittal, non troviamo un solo MBA. Se invece guardiamo dalla Royal Bank of Scotland a Merrill Lynch, da HBOS a Lehman Brothers, troviamo le impronte digitali di tanti MBA.

Lynda Gratton prevede, molto ottimisticamente, che saranno gli studenti a provocare il cambiamento nelle business schools. La sua opinione è che coloro che si iscrivono a queste scuole o che affrontano un MBA sono oggi a conoscenza, per fonti fuori dall’ambiente accademico, che esistono altri modelli di impresa, più egualitari e che esistono quelli che lei indica come “social entrepreneurs”.

Quest’ultima nota di ottimismo si basa sul fatto che la diffusione ed il facile accesso alle informazioni che riguardano le imprese è ormai un fatto compiuto nei paesi in cui esiste una trasparenza e dove i media sono effettivamente liberi da vincoli politici o addirittura di ownership. Speriamo che questo possa avvenire anche da noi.

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L’imprenditore

da CaosManagement n.44

A norma dell'articolo 2082 del Codice Civile (Libro V, Titolo II, Capo I, Sezione I) si definisce imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.

Di conseguenza l'impresa, sotto il profilo giuridico, è un'attività economica professionalmente organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi.
Intorno al Cinquecento appaiono le prime citazioni del termine imprenditore. Con questo nome si indicava il capitano di ventura che ingaggiava truppe per servire principi e potenti. Solo nel Settecento la definizione d'imprenditore assume i connotati moderni (nel campo agricolo il proprietario terriero, in quello manifatturiero chi produceva merci da distribuire, in quello pubblico l'impresario che realizzava infrastrutture). Nel 1803 nel suo Traité d'économie politique Jean Baptist Say descrisse il ruolo centrale dell’imprenditore nel mondo del capitale, della produzione, del commercio e del consumo e nel 1912 Joseph Schumpeter si occupò della funzione di innovazione nei fattori produttivi apportata dalla figura dell'imprenditore.

Al giorno d’oggi e secondo la norma:

può essere imprenditore sia una persona fisica che una persona giuridica;
per attività economica si intende ogni attività volta ad utilizzare i fattori produttivi (capitale, lavoro e materie prime) per ottenere un prodotto (bene o servizio):
i beni e servizi che costituiscono il prodotto dell'impresa sono solo quelli che hanno un valore economico; i beni o servizi eventualmente prodotti dall'attività d'impresa privi di un valore di scambio non costituiscono "prodotto" in senso economico;
la destinazione al mercato dei consumatori è fondamentale perché si possa parlare di attività imprenditoriale: l'attività imprenditoriale deve essere volta a soddisfare i bisogni altrui;
sull'imprenditore ricade il rischio d'impresa ovvero il rischio del risultato economico dell'attività intrapresa.

L’impresa ha quindi un obiettivo (produzione o scambio di beni o servizi) e, sotto il profilo economico, deve essere condotta con criteri che prevedano una adeguata copertura dei costi con i ricavi.

Fin qui le regole e le norme (e alcuni cenni storici).

E’ possibile dire che siamo tutti imprenditori

Qualsiasi sia il nostro lavoro o quello che vogliamo fare, a meno che non ci piaccia solo eseguire alla lettera gli ordini che riceviamo; sia che siamo titolari di azienda o manager o quadri o anche semplici impiegati od operai, se abbiamo delle responsabilità e delle aspirazioni siamo imprenditori, anche se di un’impresa costituita solo da noi stessi.

Imprenditore è colui che opera in maniera totalmente differente da come operano i concorrenti. Imprenditore è colui che vede cose che gli altri non vedono. L’imprenditore è un visionario.

Passione, energia, entusiasmo e pulsione questo è quello che distingue l’imprenditore di successo da tutti gli altri.

Un imprenditore entra in un settore innovando nel senso di produrre o di distribuire in maniera diversa, aggiungendo, sottraendo o migliorando caratteristiche e benefici al prodotto o al servizio dei concorrenti.

Qualcuno ha detto: “se non sei in affari per soldi, per divertimento o per tutti e due che ci fai lì?”. In effetti la maggior parte degli imprenditori di successo ama il proprio lavoro.
Un antico proverbio giapponese recita: “la visione senza l’azione è sognare ad occhi aperti ma agire senza visione è un incubo”.

La domanda a cui quindi è necessario rispondere ed esaminare in maniera profonda è PERCHE’? Perché abbiamo deciso di diventare imprenditori. Cosa ci ha spinto ad intraprendere un lavoro difficile e rischioso, che richiede tutta la nostra attenzione, che prende tutto il nostro tempo.

I perché decidiamo d’intraprendere possono essere vari:



non abbiamo più il “posto fisso”;
siamo stanchi di lavorare per altri e vogliamo essere indipendenti;
abbiamo vinto all’enalotto o ricevuto un’eredità;
per caso;
esiste un’azienda di famiglia;
vogliamo trasformare un nostro interesse, un hobby, in impresa;
abbiamo una buona idea.

Esistono quindi diverse ragioni per cui abbiamo deciso di intraprendere, ma dobbiamo andare più a fondo e scoprire i veri nostri obiettivi:




vogliamo fare qualcosa per gli altri;
il campo in cui operiamo è obsoleto e vediamo le cose in maniera differente;
vogliamo migliorare le condizioni economiche della nostra famiglia;
cerchiamo più soddisfazione nel lavoro;
è qualcosa che abbiamo sempre sognato.

Avere sempre presenti i nostri obiettivi ci aiuterà a superare i momenti difficili.
Qualunque sia la ragione e gli obiettivi per cui abbiamo iniziato, il vero motivo è che abbiamo un certo talento o attitudine per la parte operativa dell’impresa: l’amministrazione, la commercializzazione, la produzione. La competenza in queste aree è ovviamente importante per iniziare, ma il fatto è che l’area operativa dell’impresa è solo una parte che costituisce il ciclo di vita dell’impresa stessa. Questo ciclo di vita in generale consiste in quattro fasi:



start up è il vero e proprio inizio dell’impresa, oppure può essere l’introduzione di un nuovo prodotto o servizio, o una nuova locazione in un altro paese, o l’introduzione di un nuovo dipartimento o funzione;
crescita è la fase in cui l’impresa si sviluppa attraverso le vendite, il personale, l’organizzazione, la struttura, la ricerca;
continuità è la fase di consolidamento dell’impresa;
riorganizzazione è la fase più critica: cambia il mercato, cambiano le leggi, cambia il rapporto con le risorse umane, il nostro prodotto o servizio diventa obsoleto.

Comprendere e superare le fasi del ciclo di vita dell’impresa presuppone possedere altre competenze che non sono solo quelle operative, ma è necessario avere competenze nella logistica, distribuzione, marketing, gestione delle risorse umane. La sinergia tra queste competenze ci permetterà di crescere e raggiungere gli obiettivi prefissi.


Bibliografia

Luciano Gallino, Sociologia dell'economia e del lavoro, Torino, Utet, 1989.
Max Weber,L'etica protestante e lo spirito del capitalismo, Firenze (Tubinga), 1965
F. X. Sutton, Il credo dell'imprenditore americano, Milano (Cambridge), 1972

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Il marketing efficace

da CaosManagement n.45

Il ruolo del marketing: massimizzare il valore tangibile e intangibile dei prodotti/servizi dell'impresa, migliorandone costantemente il valore percepito (essere il migliore non e' sufficiente, e' anche importante essere visto e percepito come il migliore).

E' quindi molto importante conoscere i criteri con i quali il potenziale cliente misura il valore dei nostri prodotti/servizi.

In un mercato in continua evoluzione e cambiamento questo e' molto difficile se non si ha una visione globale di tutto quello che ci succede intorno: il mercato, i concorrenti, i clienti, le tendenze.

Il cambiamento è alimentato dallo scambio di informazioni (una farfalla che batte le ali nella foresta amazzonica può provocare una tempesta in Europa) che é sempre più veloce e amplificato e lo sarà sempre di più.

1. Attività e non reattività
"Se avessimo aspettato di sapere che cosa voleva il mercato non avremmo mai avuto la ruota, la leva, meno ancora l'automobile, l'aereo o la televisione" (una citazione da Leo Burnett, il famoso pubblicitario). Non basta quindi reagire alle richieste del mercato, é invece necessario essere innovativi e prevenire le richieste. I principi reattivi, espressi in tutti i testi sacri del marketing, erano forse validi negli anni 50 e 60, in un mercato in continua e veloce evoluzione non sono più sufficienti. Questo non vuol dire assolutamente che non dobbiamo preoccuparci del cliente e delle sue richieste, al contrario dobbiamo sorprenderlo prevenendo le sue richieste.

2. Velocità
Agire velocemente: questo é un altro elemento fondamentale per un marketing efficace. Una ricerca di mercato elaborata e raffinata non sarà più valida quando sarà terminata: il mercato intanto sarà cambiato.

3. Conoscenza
Per essere attivi e veloci occorre costruire sulla conoscenza e sull'esperienza, e questi sono patrimoni che si acquistano col tempo, col lavoro continuo e con l'affinamento della sensibilità al mercato: nessun sistema di archiviazione può sostituire quello che c'é nella testa e nello stomaco di un esperto marketing manager.
Se è vero che nel presente tutto sta cambiando velocemente intorno a noi, é necessario, per capire, conoscere come questi cambiamenti stanno avvenendo, quindi occorre conoscere la storia.

4. Offrire al cliente un miglior affare
Una decisione di acquisto é sempre basata su poche dimensioni di valore, quattro o cinque. Per acquisire superiorità nel mercato occorre quindi concentrarsi su questi indici di valore.

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Manager Sistemico

da CaosManagement n.46

“Ogni cosa vien da ogni cosa, e d’ogni cosa si fa ogni cosa e ogni cosa torna in ogni cosa…” Leonardo da Vinci

LA COMPLESSITÀ

I problemi che l’umanità si trova a fronteggiare diventano sempre più resistenti alle soluzioni, in particolare alle soluzioni. Si tratta di problemi complessi, ovvero che coinvolgono numerosi fattori economici, ambientali, tecnici, politici, sociali, morali: pertanto la soluzione, per essere efficace, deve tener conto di tutti questi aspetti, che interagiscono fra loro.

La tecnologia ci mette a disposizione potenti strumenti per effettuare interventi mirati: possiamo far crescere grano nel deserto dissalando l’acqua marina oppure distruggere con un missile a testata nucleare un asteroide che minaccia la Terra. Ma se proviamo ad affrontare un problema complesso da una sola angolazione, possiamo forse ottenere un miglioramento locale, che sposta il problema da qualche altra parte, nel tempo o nello spazio. Trasferendoci dalle emergenze planetarie al nostro quotidiano, riscontriamo che anche la gestione delle nostre Aziende diventa sempre più complessa, per la globalizzazione dei mercati, per il tasso di aggiornamento delle tecnologie e per l’accelerazione dei cambiamenti sociali e politici. E quindi anche nel nostro lavoro ci imbattiamo spesso in problemi “resistenti” alle soluzioni specialistiche.

I sistemi complessi sono dovunque (la nostra azienda, il nostro reparto, un ecosistema, l’economia mondiale, la nostra città, l’atmosfera terrestre,..) e noi stessi rappresentiamo forse il sistema più complesso dell’universo. I sistemi complessi, pur presenti negli ambiti più diversi (economico, aziendale, sociale, psicologico, biologico, fisico, ecc.), sono però governati tutti da alcuni principi di base, che vengono a comporre la “Scienza della Complessità”.

In generale approcciamo i problemi in modo meccanicistico: analizziamo un problema scomponendolo in parti sempre più piccole, in modo da poterne studiare le proprietà. Questo orientamento ha guidato gran parte della scienza e della tecnologia nel secolo passato ed è profondamente radicato nel nostro modo di pensare (applichiamo il diagramma causa/effetto o lisca di pesce, ilteorema di Pareto 20/80...). Focalizziamo l’attenzione sulla parte che non funziona e cerchiamo di ripararla, ricorrendo agli specialisti. Questo atteggiamento ci porta ad effettuare interventi settoriali (non privi di efficacia), ma ci costringe a ridurre la visione ad un orizzonte limitato. Questo approccio funziona bene quando il problema è circoscritto in un ambito ristretto, ma si rivela sempre meno efficace all’aumentare delle dimensioni spaziali e temporali, ossia della complessità.

“Essendo tutte le cose causanti e causate, aiutate e adiuvanti, mediate e immediate, e tutte essendo legate da un vincolo naturale e insensibile che unisce le più lontane e le più disparate, ritengo sia impossibile conoscere le parti senza conoscere il tutto, così come è impossibile conoscere il tutto senza conoscere particolarmente le parti.” Pascal

Il pensiero sistemico propone una nuova maniera di guardare il mondo e l’impresa, per cercare di dominarne meglio la complessità: considerare non gli elementi singoli ma l’insieme delle parti, intese come un tutto unico, concentrandosi sulle relazioni tra gli elementi piuttosto che sui singoli elementi presi separatamente.

“Il guaio dei nostri tempi è che il futuro non è più quello di una volta”. Paul Valéry

Il Pensiero sistemico propone un approccio concreto e operativo particolarmente adatto alle organizzazioni. A differenza della Dinamica dei Sistemi, che è una disciplina specialistica, il Pensiero Sistemico può essere adottato proficuamente da tutti i manager, cioè dalle persone che prendono decisioni. Secondo molti questo approccio dovrà essere una caratteristica comune dei manager dei prossimi anni.

Questo approccio favorirà quanti, imprenditori, uomini d’azienda, quadri o manager, siano interessati a:

- ampliare l’angolo di osservazione dei problemi, per cogliere aspetti che sfuggono ad un approccio specialistico;
- affrontare con maggiore efficacia problemi interdisciplinari, da soli o in team;
migliorare la comprensione (individuale o collettiva) di un situazione complessa, mediante la rappresentazione delle cause strutturali sottostanti.

L'organizzazione di una impresa (micro, piccola, media o grande) è un organismo dinamico, sottoposto ad influenze interne ed esterne che provocano evoluzioni in maniera continua. Il mercato (clienti, concorrenti e fornitori), il progresso tecnologico, le leggi, gli asset intangibili (brand, portafoglio clienti, management, risorse umane) che sono l’80% del valore di un’impresa, sono i quattro macroelementi, a loro volta sistemi dinamici in continua evoluzione.

Il manager sistemico non limita la propria attività alla soluzione dei problemi specifici ma guarda alla sua organizzazione nel suo insieme complesso e dinamico. Il manager sistemico non guarda solo agli obiettivi da raggiungere, ma ai processi che gli permetteranno di raggiungere quegli obiettivi. Non si occupa, se non qualche volta, dell’albero ma piuttosto della foresta. Il manager sistemico non si limiterà a guidare la propria organizzazione guardando al bilancio ed al conto economico (sarebbe come guidare un automobile guardando solo nello specchietto retrovisore) ma controlla e gestisce gli avvenimenti che influiscono in maniera determinante sui risultati economici: il marketing, i processi interni, le risorse umane e la ricerca e sviluppo. (ref. http://gem4pmi.com/giuseppemonti/?page_id=2 )

Il manager sistemico deve applicare i principi della delega in maniera continua e scientifica. Non basta dare ordini perentori e punire chi non obbedisce o non esegue, agire quindi in maniera ottocentesca, ma è necessario creare le condizioni migliori in cui ognuno dei collaboratori possa esprimere le proprie capacità e competenze. Deve, in qualche caso, accettare le decisioni e le idee dei propri collaboratori anche se non corrispondono esattamente alle sue decisioni ed alle sue idee.

Il manager sistemico sa che cosa può o non può prevedere, sa decidere cosa è importante e cosa non è importante.

Per concludere ecco quali sono i task più importanti per un manager sistemico:

- scegliere nuovi collaboratori
- illustrare gli effetti della riorganizzazione di un sistema
- fornire strumenti al counselling e alla supervisione
- migliorare la qualità della comunicazione
- esaminare gli effetti dell’outsourcing
- valutare il lancio di un nuovo prodotto
- rendere più chiare le relazioni tra fornitori, azienda e clienti
- supportare le decisioni
- risolvere i conflitti nei team
- facilitare la mediazione e la negoziazione
- analizzare le implicazioni di nuovi contratti e proporre correttivi più vantaggiosi
- generare nuove idee
- sviluppare una nuova filosofia aziendale
- esaminare ed elaborare le proprie convinzioni
- facilitare l’apprendimento di competenze interculturali e di nuove lingue
- proporre nuove soluzioni a consulenti o formatori e supervisionare il loro intervento
risolvere conflitti e problemi personali, di coppia e di gruppo

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sabato, agosto 01, 2009

La più importante lezione di gestione che io abbia mai ricevuto

Ero all’epoca, parlo di molti anni fa, un giovane manager/consulente che gestiva in Zambia, per conto di una società di Mediobanca il concessionario Olivetti, occupandomi nello stesso tempo dei paesi subsahariani per conto dell’Olivetti stessa.
Un sabato pomeriggio mi fu offerta la Direzione Generale di una industria di articolati ed autobotti: avrei preso possesso della carica il lunedì mattina. Si trattava della Lusaka Engineering Company, 1.400 persone, partecipazione 40% Stato Zambiano, 40% Mediobanca e 20% Fratelli Piacenza. La mia ultima esperienza di gestione era stata fino a quel momento la direzione dell’assistenza tecnica clienti per l’area di Londra (230 tecnici). Ritenni quindi onesto dichiarare la mia esitazione ad accettare l’incarico per manifesta mancanza di esperienza. Ebbi molto coraggio: dimenticavo di dire che l’offerta mi fu fatta personalmente dal dottor Enrico Cuccia. Ed è da lui che ricevetti una lezione di management che non potrò mai dimenticare. L’uomo parlava pochissimo, ho avuto poi modo di incontrarlo un altro paio di volte in Africa ed a Milano. Egli scrisse su un foglio che ancora conservo quattro frasi: fatture emesse, fatture ricevute, pagamenti ricevuti e pagamenti effettuati. Mi girò il foglio perché lo leggessi e disse: “Guardi ingegnere lei lunedì va in fabbrica, per due settimane non prende nessuna decisione e tutte le sere si fa portare nel suo ufficio dal Direttore Amministrativo questi quattro numeri, alla fine delle due settimane riunisce tutti i direttori (non usava la parola manager) intorno al tavolo della Direzione, tiene i numeri in ordine davanti a sé e comincia a fare domande. Vedrà che dopo la riunione sarà in grado di prendere decisioni.” Seguii le istruzioni alla lettera, per fortuna avevo una segretaria inglese non molto attraente ma molto efficiente, e dopo due anni della mia gestione la Price Waterhouse potette stilare un report pieno di complimenti per il management.

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Alcune idee e strumenti utili per avvantaggiarsi in questo fantastico momento che sta attraversando l’economia

Non sto facendo della facile ironia nel considerare il momento economico “fantastico”. Quando guarderemo indietro a questo periodo, fine 2008, 2009 e 2010, se avremo saputo approfittare delle opportunità che ci saranno state offerte, o che avremo saputo creare, potremo congratularci con noi stessi. Ma dovremo pensare ed agire in maniera diversa da come abbiamo agito e pensato fino ad ora.Non stiamo parlando di incosciente ottimismo, pensare positivo o spendere soldi che non abbiamo, non stiamo parlando di attendere che il difficile periodo passi e tutto torni come prima, non stiamo pensando a come fare per tirare avanti e sopravvivere, tutt’altro. Le opportunità ci si presenteranno in maniera completamente diversa e quindi per approfittarne dovremo pensare ed agire in maniera completamete diversa.
1. Molte persone, manager e imprenditori o dipendenti publici e privati, stanno guardando al proprio futuro cercando di sopravvivere. Si fanno piccoli aggiustamenti, si riducono le spese, si tagliano i costi (in generale la promozione, la formazione e il personale) tagliandosi così le gambe per quando la crisi finirà, se mai si riuscirà a restare sul mercato fino a quel momento. Occorre invece porsi dei grandi obiettivi ed investire per raggiungerli tutte le risorse che abbiamo. Non sto parlando solo di risorse economico/finanziarie ma di entusiasmo, capacità di lavoro, competenze e conoscenze.
2. Quando avremo deciso con fermezza quello che vogliamo fare nei prossimi due o tre anni, quando avremo identificato i nostri obiettivi, occorrerà pensare come se li avessimo già raggiunti. Occorrerà dunque metterci nel futuro ed agire e pensare come se avessimo già raggiunto quello che volevamo. Non si tratta di una battuta ma di un metodo scientifico e quindi sperimentato. Noi abbiamo ua capacità mentale cosciente (conscious mind ) che è in grado di elaborare circa 40 informazioni al secondo, ed una capacità mentale subconscia (subconscious mind) che è capace di elaborare 4 milioni di informazioni al secondo. Dobbiamo quindi non affidarci solo al razionale, col quale vedremo solo le cose e gli avvenimenti spesso deprimenti che ci circondano, ma cercare di riprogrammare il nostro subconscio. E’ quello che di solito fanno gli atleti prima di una gara impegnativa: si pongono nell’attegiamento mentale del vincitore. Ci sono diversi metodi per ottenere questo stato mentale e ne parleremo.
3. Non basta essere in grado di sfruttare le opportunità che ci si presentano, è necessario essere proattivi: costruire le opportunità da sfruttare. Per fare questo è importante far crescere il proprio network, la propria rete di contatti. Dobbiamo cercare di creare rapporti con più persone possibile ed occorre fare questo non pensando solo a chi ci può essere di aiuto ma anche a chi può avere bisogno del nostro aiuto.
4. Essere pronti, prepararsi, per quando la crisi finirà. Abbiamo delle conoscenze, delle competenze, delle esperienze, del talento, delle passioni; facciamo crescere e valorizziamo questi valori poichè c’è sicuramente qualcuno che ha bisogno delle nostre conoscenze, competenze, esperienze, talento e passioni.
Pensiamo a queste cose durante il mese di Agosto. Ci risentiremo a Settembre. Ad ogni modo io resterò connesso sempre e pronto a rispondere alle email.
Per saperne di più vai a http://geminieuropa.eu/conoscenza.html

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giovedì, febbraio 05, 2009

La Balanced ScoreCard per le PMI

E' un intervento tenuto in collaborazione con l'AIF nel 2007


il cAos management

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domenica, gennaio 11, 2009

Carta Europea per le PMI

da un articolo publicato da Giuseppe Monti (2007)


Uno degli strumenti adottati a favore delle PMI, a parte le attività di gare, finanziamenti etc., è La Carta europea per le piccole imprese.

La Carta europea per le piccole imprese, creata su richiesta del Consiglio europeo di Lisbona del 2000, intende stimolare la Commissione e gli Stati membri a intraprendere azioni nei dieci settori chiave in cui è suddivisa. Nei sette anni trascorsi dalla sua introduzione, la Carta è diventata un documento essenziale della politica in materia di PMI.

Dopo la creazione della Carta, la Commissione ha pubblicato delle relazioni annuali per registrare i progressi compiuti verso la realizzazione degli obiettivi in essa contenuti. A partire dal 2005 il rendiconto delle attività nazionali è stato integrato nelle relazioni sul processo riveduto di Lisbona.

A complemento dell’attività di relazione sul processo di Lisbona, la Carta serve da quadro di riferimento per lo scambio di buone pratiche e per l’apprendimento reciproco.
Ogni anno, sulla scia delle discussioni con gli Stati membri, vengono selezionati alcuni settori prioritari tra quelli della Carta. Per l’esercizio 2006-2007 la Carta europea per le piccole imprese invita gli Stati membri e la Commissione europea ad intervenire in dieci settori chiave per sostenere le piccole imprese, migliorando in particolare il quadro legislativo ed amministrativo in cui esse operano.

Di questi dieci settori, tre sono stati selezionati come prioritari per l’esercizio 2006–07:
(1) avviamento meno costoso e più veloce, con particolare attenzione agli sportelli unici (linea
d’azione 2 della Carta);
(2) migliore accesso on-line (eGovernment) (linea d’azione 5 della Carta);
(3) tassazione (parte della linea d’azione 7 della Carta).

Altri settori coperti dalla Carta sono:
• educazione e formazione all’imprenditorialità (linea d’azione 1 della carta);
• migliore legislazione e regolamentazione (linea d’azione 3 della Carta);
• competenze (linea d’azione 4 della Carta);
• maggiori benefici dal mercato interno (linea d’azione 6 della Carta);
• questioni finanziarie (parte della linea d’azione 7 della Carta);
• potenziamento della capacità tecnologica delle piccole imprese (linea d’azione 8 della Carta);
• modelli d’imprenditoria elettronica di successo (e-business) e sostegno alle imprese più brillanti (linea d’azione 9 della Carta);
• rappresentanza più forte e più efficace degli interessi delle piccole imprese, a livello UE e
nazionale (linea d’azione 10 della Carta).


Uno degli aspetti più positivi della Carta europea per le piccole imprese è l’aver consentito ai paesi partecipanti di imparare reciprocamente dalle rispettive buone pratiche. Nel 2004 gli Stati membri hanno segnalato 23 casi in cui hanno basato i propri miglioramenti politici su idee ed esperienze di altri Stati membri. Nel 2005 i casi segnalati sono stati 27. Nel presente esercizio i paesi partecipanti hanno individuato 28 casi.

Di seguito una sintesi delle iniziative che sembrano essere state di particolare utilità in un contesto nazionale, ma che potrebbero risultare interessanti anche per altri paesi.


Ecco quindi le “buone pratiche” :

1. Organizzatore on-line per le nuove imprese (UK)

Descrizione
L’organizzatore è un servizio on-line di sportello unico gratuito fornito da Business Link alle nuove imprese (start-up). L’utente è invitato a rispondere ad una serie di domande sulla sua impresa o progetto di impresa. Gli viene quindi presentato un elenco personalizzato di azioni, da intraprendere passo dopo passo; ad esempio, redigere un piano aziendale, programmare il cash-flow, assicurare l’impresa o istituire un sistema di amministrazione del personale. Quando l’utente ha scelto l’azione che gli interessa, viene indirizzato verso una biblioteca di risorse che lo aiutano a portare a termine l’azione. Anche la biblioteca è stata creata e viene gestita da Business Link. L’organizzatore tiene conto di tutte le esigenze delle nuove imprese: dalle questioni fiscali e normative, alla programmazione aziendale, al marketing, fino alle tecnologie dell’informazione.

Obiettivi
Ridurre i tempi, i costi e gli sforzi impiegati nella costituzione o gestione di imprese, in particolare di quelle piccole. Aiutare gli imprenditori a rispettare fin dall’inizio la normativa vigente, in modo da ridurre i costi di una successiva conformazione.

Destinatari
1. Persone che progettano di avviare un’impresa e hanno bisogno di aiuto per sviluppare la loro idea.
2. Persone che hanno deciso di avviare un’impresa e desiderano sapere come iniziare o esercitano già un’attività commerciale e desiderano sapere come continuarla.
3. Imprese nei primi 18 mesi di esistenza che non hanno ancora compilato le prime dichiarazioni fiscali.


2. Sistema on-line per la compilazione di elenchi di controllo personalizzati di normative e informazioni (Svezia)

Descrizione
Gli imprenditori possono ottenere un elenco di controllo personalizzato delle normative e delle altre informazioni riguardanti le attività che intendono intraprendere. L’elenco contiene anche link verso i servizi elettronici pertinenti, come ad esempio la registrazione di imprese o il rilascio di autorizzazioni on-line. Le informazioni sono fornite in un linguaggio facilmente comprensibile. Gli imprenditori devono rispondere ad alcune semplici domande sulle attività che intendono intraprendere. L’elenco di controllo che viene costituito su questa base è poi inviato loro per e-mail. Attualmente questo sistema copre tre settori di attività, che sono tra i più regolamentati: e-commerce, servizi di taxi, alberghi e ristoranti. In questi settori è inoltre frequente che gli imprenditori avviino le attività senza alcuna esperienza preliminare.

Obiettivi
Il sistema è inteso a far risparmiare tempo ed energia agli imprenditori che avviano un’attività in settori fortemente regolamentati.ox


3. Camera di commercio di Vienna servizio start-up (Austria)

Descrizione
Il portale per le start-up fornisce informazioni generali su come avviare un’impresa. Poiché però ogni impresa in fase di avviamento ha difficoltà specifiche, il portale offre anche una consulenza personalizzata gratuita. L’assistenza comprende: -orientamenti su come avviare un’impresa e un opuscolo-guida sulle autorità interessate; -workshop gratuiti sulla normativa su artigianato, commercio, servizi e industria Gewerbeordnung, diritto societario, sicurezza sociale, fiscalità, sostegno finanziario; -un numero per consultazioni telefoniche; -consulenze personali gratuite (massimo 1 ora) sulla base di una bozza di piano aziendale. Le imprese possono essere registrate on-line presso la Camera di commercio. La registrazione è inviata alle autorità, che vengono così inserite in una rete.

Obiettivi
“-Risparmio di tempo e denaro (sportello unico per tutte le start-up);
-rimozione di ostacoli amministrativi;
-certezza giuridica per chi avvia un’impresa;
-consulenza legale e finanziaria gratuita, fornita da fonti neutre.”x

Destinatari
Le start-up.

4. Creazione più rapida delle imprese (Estonia)

Descrizione
“A partire dal 2007, sarà possibile effettuare l’iscrizione delle imprese nel registro commerciale via Internet. La procedura richiederà solo un paio d’ore e la presenza di un notaio non sarà necessaria. Questa procedura accelerata di registrazione sarà consentita per le imprese individuali, le società a responsabilità limitata, le società in nome collettivo e le società in accomandita semplice. La procedura di registrazione accelerata è un’alternativa alla registrazione tradizionale (che, come prescritto dalla legge, dal 2007 richiederà normalmente 5 giorni lavorativi).
Tutti i documenti richiesti, compresa la domanda, vanno presentati al servizio di registrazione di un tribunale via Internet, utilizzando la firma digitale. Lo statuto e l’atto costitutivo autenticati previsti per le società a responsabilità limitata saranno sostituiti da uno speciale tipo di atto costitutivo, il cui formato e contenuto saranno stabiliti per legge. Il sistema informatico verifica automaticamente
i dati e i documenti trasmessi. In futuro, le possibilità di ricorrere alla procedura accelerata saranno estese ulteriormente.
In particolare, è necessario trovare una soluzione tecnica affidabile per l’autenticazione della firma digitale di cittadini stranieri. Inoltre, sempre dal 2007, la tassa percepita dallo Stato sulle attività iscritte nel registro commerciale sarà inferiore di due volte e mezzo a quella attuale.”

Obiettivi
Questo progetto contribuisce a ridurre la burocrazia e semplifica la creazione di un’impresa.

Destinatari
Imprenditori.es

5. STARTER-CENTER Karlsruhe – Sportello unico per le nuove imprese (Germania)

Descrizione
Lo sportello unico intende aiutare le piccole imprese ad espletare le formalità di avvio senza inutili lungaggini. Il servizio si avvale di una propria banca dati e di un apposito software che consente ai nuovi imprenditori di svolgere le pratiche burocratiche on-line.
Gli imprenditori che non dispongono di un collegamento a Internet possono avvalersi gratuitamente dei computer messi a disposizione dallo sportello unico. Il personale specializzato dello sportello presta assistenza per la compilazione dei moduli e risponde sia direttamente che per via telefonica ad eventuali domande su temi, quali la registrazione delle imprese, l’iscrizione presso le autorità finanziarie, gli uffici di collocamento, le associazioni professionali, i fondi pensione, la sicurezza sociale, ecc. È inoltre possibile richiedere una consulenza personalizzata: lo sportello dispone infatti di un gruppo di esperti, tra cui figurano consulenti specializzati in diritto societario, gestione aziendale, affari europei, innovazione e trasferimenti di imprese. Le varie amministrazioni interessate all’avvio di nuove imprese hanno accesso ai moduli elettronici presenti sul server dello sportello unico. Ciò consente un trattamento esclusivamente on-line, senza interruzione nel flusso dei dati. Quando saranno disponibili le firme digitali, lo sportello
diventerà una piattaforma di servizi totalmente elettronica.

Obiettivi
Favorire l’avvio e la sopravvivenza di nuove imprese e quindi contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Destinatari
Imprese artigiane nazionali e straniere. È in corso il perfezionamento del software per coprire tutti i settori.


6. Empresa Online (Impresa on-line) (Portogallo)

Descrizione
Creazione di un’impresa con un’operazione on-line. Per farlo occorre solo avere un PC collegato a Internet.

Obiettivi
Creazione on-line di imprese. È necessario l’intervento di un avvocato o di un notaio in possesso di un certificato digitale che gli consenta di essere riconosciuto dal sistema.

Destinatari
Tutte le PMI.

7. Istituzione di servizi per semplificare e accelerare la creazione delle PMI (Grecia)

Descrizione
“Istituzione, a livello della Prefettura, di uno sportello unico per la creazione e la gestione di imprese manifatturiere, che offre i seguenti servizi:
1. informazioni sulla creazione di un’impresa industriale, la documentazione necessaria, le procedure amministrative, gli incentivi e i programmi di finanziamento;
2. raccolta di tutti i documenti necessari per ottenere l’autorizzazione a creare una nuova impresa e coordinamento delle autorità interessate per trasmettere all’investitore tutte le decisioni amministrative necessarie riguardanti la creazione di un’impresa;
3. rilascio dell’autorizzazione a creare un’impresa, controllo delle condizioni di attuazione e rilascio della licenza di esercizio dell’attività.”

Obiettivi
1. Riduzione dei tempi e dei costi richiesti per la creazione e la gestione di un’impresa. 2. Semplificazione delle procedure amministrative.
3. Informazione completa dell’investitore su tutti i temi attinenti alla creazione, l’espansione e la gestione di un’impresa.
4. Coordinamento di tutte le autorità interessate.

Destinatari
Imprese industriali, in particolare PMI.


8. Attiva – Servizio Internet e telefonico che fornisce informazioni e consulenze multilingue alle start-up (Svezia)

Descrizione
Attiva è un servizio multilingue rivolto agli immigrati che intendano avviare la propria impresa in Svezia. Sul sito web si trovano corsi di imprenditorialità, elenchi delle informazioni da conoscere per i vari rami di attività, piani aziendali, bilanci e moduli per richieste di finanziamenti, il tutto tradotto nelle lingue più comuni parlate dagli immigrati, vale a dire arabo, turco, russo, bosniaco, croato, somalo e inglese. Attiva offre inoltre agli utenti la possibilità di contattare consulenti aziendali che coprono un totale di nove lingue e possono fornire assistenza agli imprenditori nella loro madrelingua.

Obiettivi
Semplificare l’avvio di un’impresa in proprio da parte degli immigrati.

Destinatari
Persone non di madrelingua svedese che intendono avviare o hanno già avviato la propria impresa.

9. Semplificazione delle procedure amministrative (Republica Ceca)

Descrizione
“Istituzione di sportelli unici per la registrazione delle imprese.
Fasi del progetto: dicembre 2004: i dipendenti dell’Ufficio licenze commerciali ricevono una formazione che consente loro di fornire informazioni aggiornate; marzo 2005: l’Ufficio offre un servizio aggiornato; agosto 2006: entrano in vigore le disposizioni legislative e viene introdotto il modulo di registrazione unico.”

Obiettivi
Mettere a punto un modulo di registrazione unico per tutte le imprese. Semplificare il processo di avviamento di un’impresa. Fornire un servizio informazioni efficiente.

Destinatari
Piccole e medie imprese.


10. Servizi locali di sostegno alle PMI forniti da centri a sportello unico (acronimo sloveno: VEM) (Slovenia)

Descrizione
Servizi locali di sostegno ad imprese potenziali o già avviate forniti da centri a sportello unico (VEM).
1. È stata creata un’efficace rete di centri d’informazione locali (centri VEM), che assicurano servizi e accesso a livello nazionale. Finora sono stati istituiti 32 centri VEM.
2. I consulenti possiedono qualifiche che consentono loro di offrire servizi elementari di sostegno in vari campi: diagnosi e consulenze generali, registrazione di imprese individuali e di società (in futuro); cambiamento di statuto e attività informative.
3. Vengono intraprese azioni di promozione della cultura e dell’attività imprenditoriali a livello locale.

Obiettivi
Promuovere le attività imprenditoriali ed elevare la cultura dell’impresa in Slovenia; fornire un’assistenza di alta qualità e accesso ai servizi di sostegno per le start-up e per il funzionamento delle imprese; offrire servizi globali di assistenza in un’unica sede; offrire la possibilità di svolgere le operazioni di registrazione di un’impresa in un’unica sede (in modo più economico e rapido); pervenire al 35% annuo di utenti nell’ambito della categoria di destinatari.

Destinatari
Utenti finali: PMI e potenziali imprenditori; giovani e abitanti delle zone rurali.


Esempi da La Carta europea per le piccole imprese - Selezione delle buone pratiche per il 2007 sull’argomento migliore accesso on-line (eGovernment).

Migliore accesso on-line (eGovernment)
L’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione da parte delle pubbliche amministrazioni migliora la qualità dei servizi pubblici agevolandone l’accesso, aumenta la trasparenza e riduce gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese.
L’impegno da parte della Commissione europea, in collaborazione con gli Stati membri dell’UE, di fornire servizi diretti e trasparenti è contenuto nel “Piano d’Azione eGovernment per l’iniziativa i2010:
Accelerare l’eGovernment in Europa a vantaggio di tutti”, adottato nell’aprile 2006. Il piano d’azione
fissa, tra gli altri, l’obiettivo ambizioso della disponibilità totale degli appalti in formato elettronico in
Europa entro il 2010, la cui realizzazione aumenterebbe le possibilità delle PMI di partecipare agli appalti pubblici transfrontalieri.
Normalmente si presume che le imprese interagiscano on-line con le pubbliche amministrazioni per:
• ricevere informazioni (informazioni e consulenze on-line);
• ottenere formulari (scaricandoli elettronicamente);
• rinviare i formulari debitamente compilati (trattamento elettronico completo);
• partecipare a procedure di appalto elettronico (e-procurement).
Il presente capitolo illustra esempi di buone pratiche delle pubbliche amministrazioni nell’offrire alle imprese vari servizi on-line.

1. Certificati aziendali (Estonia)

Descrizione
La legge estone sulle firme digitali consente la sostituzione universale delle firme a mano e impone all’amministrazione pubblica di accettare a tutti gli effetti i documenti firmati in modo digitale. Spesso si presenta l’esigenza di evidenziare la provenienza di un determinato documento elettronico. Nei documenti realizzati su supporto cartaceo ciò avviene generalmente con l’uso della carta intestata e di timbri. Per questo motivo sono stati introdotti i cosiddetti “timbri digitali” o certificati aziendali. Ad esempio, un contratto di prestito da parte di una banca, firmato in modo digitale da un funzionario di banca, viene sottoposto anche a timbro digitale per garantire che il funzionario in questione sia abilitato a firmare questo tipo di documento. È possibile realizzare un servizio
on-line per produrre automaticamente documenti elettronici con timbro digitale. Quest’ultimo garantisce l’integrità e autenticità del documento.

Obiettivi
I certificati aziendali o “timbri digitali” hanno la funzione di garantire l’integrità e autenticità dei documenti firmati elettronicamente. Rientrano in una politica che precisa come, perché e da chi possono essere usati.

2. Programma di e-government della sicurezza sociale belga per le PMI (Belgio)

Descrizione
Per far sì che la raccolta dei dati forniti dai datori di lavoro avvenga una sola volta, l’insieme degli organismi di sicurezza sociale belgi ha deciso una ristrutturazione completa del sistema attuale. Le imprese forniscono le informazioni richieste dagli uffici di sicurezza sociale per il calcolo dei contributi e delle prestazioni sociali al prodursi di una delle seguenti situazioni: inizio di un rapporto di lavoro, pagamento trimestrale dei contributi sociali, verificarsi di un rischio sociale e cessazione del rapporto lavorativo. Tutti gli interlocutori possono ormai consultare le rispettive banche dati e scambiarsi messaggi elettronici in un contesto sicuro.

Obiettivi
Migliorare e riorganizzare radicalmente i processi di gestione dei servizi di sicurezza sociale tra tutti gli organismi di sicurezza sociale e le imprese.


3. Palkka.fi: stipendio on-line (Finlandia)

Descrizione
Palkka.fi è un servizio on-line gratuito per aiutare le piccole imprese ad adempiere ai loro obblighi. In Finlandia un datore di lavoro è tenuto a detrarre diversi oneri dallo stipendio dei lavoratori dipendenti: contributi sociali, oneri assicurativi, ritenuta d’acconto, ecc., che vanno versati e notificati alle rispettive amministrazioni a scadenze diverse.

Obiettivi
Aiutare le PMI ad adempiere ai loro obblighi di datori di lavoro. Migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione.


4. CORE – Sistema di registrazione on-line per le imprese (Irlanda)

Descrizione
Attraverso questo sistema i clienti del CRO possono sorvegliare le proprie imprese, ricevere conferma della registrazione manuale/elettronica, archiviare elettronicamente documenti, richiedere documenti, gestire i propri documenti archiviati elettronicamente, richiedere copie di certificati e accedere al sito principale CRO (www.cro.ie).

Obiettivi
Consentire ai clienti di gestire le proprie attività on-line dal sito CRO in un contesto sicuro ed efficace.


5. EDM - Gestione elettronica dei dati nell’ambito della gestione dell’ambiente e dei rifiuti (Austria)

Descrizione
Il progetto EDM del ministero della Vita permette di effettuare le registrazioni e le notifiche obbligatorie mediante un sistema elettronico di trasferimento ed elaborazione dei dati. Un obiettivo è la costituzione di un’unica banca dati per le procedure effettuate nei vari settori, onde evitare la coesistenza di più amministrazioni di dati. La registrazione delle imprese di raccolta/trattamento dei rifiuti, produzione/importazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche avviene attraverso il portale EDM (edm. gv.at). In futuro, le domande di autorizzazione dovranno essere inviate all’autorità competente tramite il portale EDM.

Obiettivi
Sostituire le registrazioni e notifiche del settore ambientale effettuate su carta con invii elettronici.


6. Applicazione per la gestione delle domande in formato elettronico (Norvegia)

Descrizione
Innovation Norway offre servizi finanziari tra cui sovvenzioni, prestiti, garanzie e finanziamenti di fondi propri. L’applicazione offre una nuova soluzione per la gestione delle domande in formato elettronico che si basa su identificazione e firma elettroniche. Quando un’impresa che richiede un servizio sceglie un modulo di domanda, le viene chiesto di identificarsi con la propria password elettronica.
In tal modo, prima ancora che essa visualizzi il modulo, è possibile raccogliere informazioni da banche dati pubbliche e inserire i dati disponibili. Alcune domande necessitano di dichiarazioni delle amministrazioni locali. In questi casi viene inviata un’e-mail al comune; un funzionario può connettersi all’applicazione di Innovation Norway ed effettuare la dichiarazione direttamente sul sistema.
Altre domande necessitano dell’approvazione del commercialista dell’impresa. In questo caso viene inviata un’e-mail al commercialista iscritto per l’impresa nel registro centrale delle persone giuridiche, che può connettersi ad Innovation Norway, visualizzare la domanda ed inviare eventuali correzioni all’impresa o convalidare la domanda attraverso firma elettronica. Prima di effettuare un pagamento all’impresa richiedente, Innovation Norway controlla che la firma elettronica del richiedente corrisponda alla persona che rappresenta l’impresa. Innovation Norway è un’impresa pubblica che fa capo al ministero del Commercio e dell’industria.

Obiettivi
Promuovere lo sviluppo industriale a beneficio sia dell’economia delle imprese che dell’economia norvegese.


7. Presentazione dei conti in formato elettronico (UK)

Descrizione
Tutte le società di capitali del Regno Unito sono registrate presso la Companies House, un’agenzia esecutiva del ministero del Commercio
e dell’industria. In Gran Bretagna sono iscritte più di due milioni di società di capitali e ogni anno ne vengono costituite più di 300 000. Il sito della Companies House offre la possibilità alle imprese, ai professionisti e al pubblico di avere accesso a tutti i documenti societari pubblici, come le dichiarazioni dei redditi e i conti annuali, l’elenco degli amministratori e la documentazione contabile.

Obiettivi
Offrire un’interfaccia conviviale e tecnicamente semplice per la presentazione dei conti in formato elettronico.


8. Accrescere le possibilità per le PMI di partecipare a gare di appalto di valore limitato (UK)

Descrizione
“supply2.gov.uk” e “buy4wales.co.uk” sono portali web che intendono agevolare l’accesso delle piccole imprese alle gare d’appalto, rispettivamente in Inghilterra e in Galles. Il portale “supply2.gov.uk” consente ai fornitori di iscriversi gratuitamente, di offrire un profilo d’informazione sulla propria impresa e di accedere liberamente alle opportunità di gara presenti nella zona prescelta. È inoltre disponibile un servizio e-mail per informare gli utenti delle opportunità disponibili. Dietro pagamento di un contributo le imprese possono ricevere informazioni anche sulle opportunità presenti in tutto il paese. È inoltre possibile ricevere informazioni sui bandi pubblicati sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (GUUE). Il portale “buy4wales.co.uk” offre ai funzionari pubblici
addetti agli appalti uno strumento gratuito per gestire le gare nell’ambito della loro amministrazione. Consente inoltre la delega controllata della gestione delle gare e l’informazione sulle attività date in appalto dall’amministrazione interessata. Provvedendo ad inviare per posta elettronica le GUUE, il portale viene anche usato per pubblicare avvisi di gara per appalti di valore superiore o inferiore ai limiti previsti dalla normativa europea. Le imprese iscritte ricevono messaggi quotidiani sulle gare di loro interesse, classificate per valore, settore e località (Galles).

Obiettivi
Rendere più trasparenti gli acquisti effettuati dal settore pubblico fornendo un’applicazione on-line unica per tutte le amministrazioni pubbliche.



9. Licenze commerciali on-line per le nuove imprese del settore dei trasporti (Svezia)

Descrizione
L’amministrazione della Provincia di Stoccolma ha introdotto un sistema on-line per la presentazione di domande di licenze commerciali relative a servizi di trasporto. La licenza è necessaria per tutti i trasporti di persone (taxi o autobus) e di merci. Sul sito web dell’amministrazione provinciale il richiedente completa la domanda inserendo i dati richiesti e una descrizione del suo status economico. Tutte le informazioni sono inviate all’amministrazione tramite Internet e, previo pagamento di un contributo per le spese di gestione, l’amministrazione avvia la pratica. Raccoglie per via elettronica tutti i dati necessari relativi al richiedente presso i vari uffici pubblici, ad esempio l’ufficio delle imposte, il casellario giudiziale, l’amministrazione stradale e il registro delle imprese.
Se la domanda è completa, la licenza è rilasciata entro cinque giorni. Prima dell’introduzione di questo sistema, il tempo necessario a ottenere una licenza in questo settore era di 30 giorni. Si è constatato che il tempo effettivamente utilizzato per espletare la procedura era di soli quattro giorni; il resto era costituito da tempi di attesa, comunicazioni tra i vari uffici ecc.

Obiettivi
Semplificare e accelerare le procedure relative alle domande di licenze commerciali nel settore dei trasporti.



10. Trasmissione di dati statistici in formato elettronico (Lituania)

Descrizione
Obiettivo del progetto è quello di creare le condizioni affinché i soggetti economici e le pubbliche amministrazioni possano trasmettere dati statistici in formato elettronico. Dopo aver analizzato l’esperienza di altri paesi e consultato esperti stranieri, è stato lanciato un progetto pilota, la cui attuazione è avvenuta in tre fasi. Nel 2003 sono stati elaborati e installati tre formulari elettronici pilota; la seconda fase ha visto l’installazione dei formulari elettronici relativi a 20 rapporti statistici; nel 2005, infine, si è proceduto ad una modifica della soluzione tecnologica, all’aggiornamento del sito web e al lancio di 35 formulari elettronici. Nel 2007 si
prevede di creare le condizioni per la trasmissione in formato elettronico dei dati di 65 indagini statistiche. Un’attenzione particolare è stata riservata alla sicurezza dei dati trasmessi.

Obiettivi
Creare un servizio pubblico elettronico accessibile agli utenti 24 ore su 24, che consenta di completare e trasmettere rapporti statistici in formato elettronico, di verificare la correttezza dei dati e di avere la conferma che i rapporti trasmessi siano stati accettati
Esempi da La Carta europea per le piccole imprese - Selezione delle buone pratiche per il 2007 sull’argomento Tasse.


Tassazione
La tassazione è uno dei fattori che incidono maggiormente sulla competitività delle PMI europee. È a livello di politica nazionale che viene deciso l’onere fiscale con cui le imprese contribuiscono al finanziamento della spesa pubblica.
Al di là del carico fiscale in sé, a gravare sulle imprese vi sono anche i costi di adempimento fiscale, che comprendono il tempo e le risorse che le imprese investono per informarsi sui rispettivi obblighi fiscali, presentare le dichiarazioni dei redditi, tenere la contabilità, ecc. Questi costi costituiscono un pesante onere soprattutto per le piccole imprese. Secondo lo studio sulla fiscalità in Europa (European Tax Survey), sulle PMI grava un ulteriore 31% in termini di costi di adempimento fiscale, percentuale che per le grandi imprese è pari soltanto al 2%.
I sistemi fiscali, inoltre, possono incidere notevolmente sulle decisioni economiche. Un motivo per cui molte piccole imprese europee dispongono di risorse proprie limitate è dovuto al fatto che i sistemi fiscali privilegiano il finanziamento mediante capitali di debito reinvestimento degli utili nelle imprese stesse. Questa scarsità di risorse proprie rende le imprese vulnerabili, soprattutto in periodi di recessione, e inasprisce il problema dei cambiamenti strutturali e del riorientamento delle imprese.



1. Esenzione fiscale per gli utili reinvestiti (KMUFörderungsgesetz 2006, § 10 EStG) (Austria)

Descrizione
Le PMI che utilizzano la contabilità di cassa possono beneficiare di un’esenzione fiscale per gli utili reinvestiti nella produzione o acquisizione di beni o di titoli che rispondono alle condizioni previste. L’esenzione si applica al massimo al 10% degli utili della società, purché investiti, nel corso dell’anno civile, nei beni ammissibili all’esenzione. Qualora gli investimenti siano inferiori al 10% degli utili, l’esenzione si limita ai costi di produzione o acquisizione. Nel complesso, l’esenzione è limitata a 100 000 euro (per anno e per persona). I beni ammissibili all’esenzione comprendono le immobilizzazioni materiali ammortizzabili e i titoli. Il possesso dei beni deve essere mantenuto per almeno quattro anni. Alcuni attivi fissi specificati nella legge, come le auto e gli immobili, non sono ammessi all’esenzione. Il beneficio dell’esenzione è un’opzione che può essere esercitata ogni anno, indipendentemente dalla scelta fatta nell’esercizio fiscale precedente o seguente.

Obiettivi
Migliorare la struttura del capitale proprio delle PMI e incoraggiare gli investimenti.



2. Tax-on-Web (Belgio)

Descrizione
Tax-on-Web, un sistema di dichiarazione dei redditi on-line, è stato creato nel 2003 per passare dall’”era della carta” all’era della gestione elettronica completa dei dati e della documentazione delle dichiarazioni dei redditi. Con Tax-on-Web le procedure sono digitali al 100%, sia per l’amministrazione che, dal 2006, per i commercialisti. Il sistema è costantemente perfezionato, soprattutto per renderlo più facile da usare.

Obiettivi
Ridurre l’onere amministrativo, sia per l’amministrazione che per i contribuenti.



3. Fisco Telematico (Italia)

Descrizione
Si tratta di un sistema front e back office rivolto, da un lato verso l’interno della amministrazione quale modello organizzativo e, dall’altro verso l’esterno a favore dell’utenza in termini di servizi resi

Obiettivi
Offrire la possibilità ai contribuenti di accedere on-line al sito dell’Agenzia sia per consultare le banche dati, sia per gli adempimenti fiscali, tra i quali, la trasmissione della dichiarazione dei redditi.


4. Sistema eVAT (IVA elettronica) - 2a fase (Lussemburgo)

Descrizione
Si tratta di un progetto pilota lussemburghese per la gestione on-line delle imposte. Dopo essere state sottoposte a verifica, le imprese ricevono un numero di autorizzazione, un numero di identificazione e una password per poter presentare le dichiarazioni IVA elettronicamente. A seguito di una fase iniziale che si avvaleva del software XML e limitata ad utenti con un numero elevato di dichiarazioni da presentare, ora le informazioni possono essere inserite su schermo in un modulo in formato pdf. Le piccole imprese che dispongono di un browser compatibile e del programma Acrobat Reader versione 6.0 o superiore possono scaricare gratuitamente il software da Internet. Il contribuente ha la possibilità di scaricare il modulo per la dichiarazione IVA, compilarlo, modificarlo, salvarlo sul computer e inviarlo attraverso il sistema eVAT. Il modulo per iscriversi al sistema eVAT (serve un’autorizzazione per poter presentare dichiarazioni IVA e prospetti di ripartizione del valore aggiunto) è disponibile all’indirizzo: http://www.etva.lu.

Obiettivi
Semplificare la procedura per i contribuenti e l’amministrazione.



5. Agevolazioni d’imposta sugli utili reinvestiti delle PMI

Descrizione
Le PMI possono detrarre dai loro utili imponibili alcune tipologie di spese per gli investimenti, tra cui quelle sostenute durante l’esercizio fiscale per (1) acquisire nuove immobilizzazioni (beni immobili, attrezzature e macchinari, veicoli); (2) rinnovare e restaurare beni immobili; (3) acquisire attività immateriali (proprietà intellettuali). Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese individuali. Le detrazioni, il cui massimale è fissato a 30 milioni di fiorini all’anno, non devono superare gli utili al lordo delle imposte. Anche i lavoratori autonomi che pagano l’imposta sul reddito nell’ambito del regime fiscale per le persone giuridiche possono beneficiare di queste agevolazioni. Le norme sono specificate nella legge LXXXI sulla tassazione delle società e dei dividendi del 1996 e nella legge CXVII sull’imposta sul reddito delle persone fisiche del 1995.

Obiettivi
Incoraggiare le PMI ad investire.


6. Imposta sul reddito delle microimprese (Romania)

Descrizione
In base alle disposizioni della legge rumena sul codice tributario, le microimprese beneficiano di un regime fiscale speciale denominato “imposta sul reddito delle microimprese”. Queste ultime possono scegliere tra un’aliquota unica di imposta sugli utili del 16% o un’aliquota di imposta del 3% applicata ai redditi indipendentemente dalle loro fonti, se non quelle espressamente previste dalla legge.

Obiettivi
Sostenere le PMI e ridurre l’onere fiscale che grava sulle stesse.



7. Tassazione delle imprese individuali come società per azioni (Danimarca)

Descrizione
“Se un imprenditore risponde illimitatamente dei debiti dell’impresa (“”impresa individuale””) il reddito d’impresa fa parte del reddito personale ed è tassato alla stessa aliquota. La tassazione si applica ai profitti realizzati.
Una società per azioni è invece soggetta all’imposta sulle società, che è inferiore all’imposta sui redditi delle persone fisiche. L’importo aggregato dell’imposta sulle società e dell’imposta sui dividendi equivale a quello dell’imposta sui redditi delle persone fisiche.
L’imposta sulle società si applica ai profitti realizzati, quella sui dividendi è percepita al momento della loro distribuzione. Un regime fiscale speciale per le “”imprese individuali”” esenta tali imprese dall’imposta sui redditi delle persone fisiche. Questo regime consente alle imprese individuali di beneficiare di un’aliquota di tassazione inferiore, come se fossero società per azioni, a meno che gli utili non siano impiegati a fini personali, nel qual caso sono assimilati a dividendi.”

Obiettivi
Consentire di svolgere un’attività imprenditoriale senza dover costituire una società per azioni.



8. Vensoc – Dichiarazione dei redditi di impresa via Internet (Belgio)

Descrizione
Quasi 380 000 imprese devono presentare ogni anno una dichiarazione dei redditi. Ora possono farlo tramite Internet. Gli utenti, per lo più piccole e medie imprese, sono spesso rappresentati da un commercialista, contabile o consulente fiscale indipendente, che presenta per loro la dichiarazione.

Obiettivi
Assicurare ai contribuenti un migliore servizio mediante: la possibilità di dichiarare il reddito 7g/7g, 24h/24h; l’impiego di moduli “intelligenti” con funzioni di convalida, che riducono gli errori; la riduzione dell’onere amministrativo. Informatizzare completamente la gestione delle dichiarazioni dei redditi di impresa migliorando anche le procedure interne del Servizio pubblico federale delle finanze.



9. Centro di gestione per le microimprese (Francia)

Descrizione
Struttura associativa, abilitata dall’amministrazione fiscale, che offre alle piccole imprese uno strumento di gestione comprendente la formazione (gestione aziendale, normativa fiscale e sociale, dati economici) e prepara per loro un’analisi della situazione economica e finanziaria dell’impresa (in base ai parametri del suo settore di attività). L’adesione al sistema consente alle imprese di beneficiare di vantaggi fiscali.

Obiettivi
Assicurare la continuità e lo sviluppo delle imprese tramite la struttura associativa. Migliorare la conoscenza della situazione economica delle piccole imprese.




10. Sistema elettronico di dichiarazione fiscale (Lituania)

Descrizione
Il sistema elettronico di dichiarazione fiscale è stato introdotto nel 2001, ma richiedeva ancora la presentazione di una copia supplementare su supporto cartaceo all’amministrazione fiscale. Nel marzo 2006 l’obbligo di presentare la dichiarazione su supporto cartaceo, pur avendola effettuata anche per via elettronica, è stato abolito. Le imprese possono così presentare le loro dichiarazioni soltanto in formato elettronico.

Obiettivi
Semplificare la procedura di dichiarazione fiscale.

Altre "buone pratiche":


1. Kinder Business Week (Austria)

Descrizione
Con il sostegno finanziario del ministero federale dell’Economia e del lavoro e della Camera di commercio austriaca, nel 2006 è stata organizzata la prima “Kinder Business Week” (Settimana dell’imprenditoria per ragazzi), che si è svolta durante le vacanze estive. 50 imprenditori di vari settori economici hanno fatto conoscere la loro esperienza professionale, nel quadro di lezioni e workshop, a ragazzi tra gli 8 e i 13 anni. Le lezioni erano costituite da presentazioni basate su materiale illustrativo ed elementi interattivi. I ragazzi potevano essere accompagnati dai genitori, che dovevano però restare tra le quinte. Scopo dei workshop era sviluppare insieme delle idee, ponendo sempre l’accento sul lavoro interattivo con i ragazzi. L’evento si è svolto nella sede della Camera di commercio austriaca.

Obiettivi
Considerare l’attività dell’imprenditore una concreta possibilità di carriera. Far conoscere ai giovanissimi esempi di riuscita imprenditoriale. Mostrare che l’attività imprenditoriale è responsabile, creativa e gratificante.




2. Flying Start (avvio di nuove imprese) (UK)

Descrizione
Flying Start Online è una comunità web aperta che consente a studenti e laureati di accedere a consulenti, esperti e risorse specializzate per creare una propria impresa. Un referente nominato in ciascuna università britannica funge da punto di contatto centrale per l’attività imprenditoriale e da guida personale per studenti e laureati. Inoltre, seminari (rally) di una giornata organizzati in tutte le regioni del paese consentono di affrontare questioni pratiche e tutti gli aspetti legati alla creazione di un’impresa. Infine, vengono offerti programmi di 12 mesi (Business Readiness) per imprese generali, industrie creative ed imprese sociali. E’ appena stato varato un nuovo programma per le imprese sociosanitarie. Nel corso dei 12 mesi viene messo a disposizione un servizio di consulenza on-line, abbinato a sessioni periodiche di follow-up organizzate su base trimestrale. Per ulteriori informazioni, andare alla pagina: www.flyingstart-ncge.com.

Obiettivi
Incoraggiare un numero crescente di laureati e studenti universitari ad avviare un’impresa o a lavorare in proprio.



3. 1,2,3,GO (Lussemburgo)

Descrizione
“1,2,3,GO” è un concorso interregionale di piani aziendali. Nel quadro dell’iniziativa, una rete interregionale di 280 formatori offre consulenze gratuite ai giovani imprenditori innovativi, al fine di aiutarli ad elaborare un piano aziendale.
Ogni giovane imprenditore che abbia un’idea innovativa e intenda creare un’impresa nella cosiddetta “Grande Regione” (Belgio francofono, Lussemburgo, Lorena, Saarland e Treviri) può iscriversi sul sito web di “1,2,3,GO”. L’ammissione al concorso è decisa da un comitato di tre persone, una delle quali proveniente da una regione diversa da quella del progetto. I migliori piani aziendali ricevono un premio che può andare dai 1 000 ai 10 000 euro.

Obiettivi
Consentire agli imprenditori più innovativi di elaborare piani aziendali efficaci, con il sostegno della nostra rete multilingue di formatori
professionisti.

4. Emprendemos Juntos (Siamo tutti imprenditori) (Spagna)

Descrizione
Le comunità autonome spagnole (governi regionali) festeggiano in maggio, ciascuna nel proprio territorio, la “Giornata dell’imprenditore”, che si conclude con un incontro organizzato dalla direzione generale spagnola per le PMI con tutti coloro che hanno reso possibile l’iniziativa Emprendemos Juntos.

Obiettivi
Promuovere l’imprenditorialità e rafforzare il profilo sociale degli imprenditori.©


5. Servizi amministrativi semplificati e orientati all’utenza (Bulgaria)

Descrizione
Per agevolare la fornitura di servizi amministrativi alle imprese e ai cittadini, è stata attuata l’ordinanza “Norme generali per l’organizzazione della prestazione di servizi amministrativi”. L’ordinanza stabilisce, tra gli altri, i seguenti principi da rispettare obbligatoriamente:
1. parità di accesso ai servizi e alle informazioni;
2. molteplicità dei canali di accesso;
3. coordinamento e interazione con tutte le parti interessate coinvolte nel miglioramento della fornitura dei servizi amministrativi;
4. qualità dei servizi prestati.
È inoltre obbligatoria l’applicazione del principio dello “sportello unico”: ogni amministrazione deve fornire agli utenti tutti i documenti necessari, anche quelli rilasciati da altre amministrazioni.

Obiettivi
Migliorare e rendere più efficace la prestazione di servizi amministrativi.B

6. “Österreich-service” – sportello unico per le formalità amministrative delle aziende artigianali dell’Alta Baviera operanti in Austria (Germania)

Descrizione
Servizio di sportello unico per le imprese iscritte alla Camera di commercio e industria: informazioni, consulenza e assistenza individuali e sostegno nella presentazione di domande di attestati UE di riconoscimento delle qualifiche e dell’esperienza professionale.
Le aziende artigianali sono assistite da un ufficio unico, sia per la consulenza iniziale, che per questioni particolari di diritto commerciale, nonché per le domande di riconoscimento SEE o le principali formalità da sbrigare in Austria (diritto del lavoro e fiscale).
L’attestato UE necessario per provare le qualifiche e l’esperienza professionale è rilasciato direttamente dall’ufficio consulenza per il commercio estero e non è più necessario inviare la domanda al registro delle aziende artigianali. Il ministero austriaco dell’Economia fornisce gratuitamente i moduli alle imprese.

Obiettivi
Agevolare la fornitura transfrontaliera di servizi nel mercato unico e aiutare le imprese a conformarsi alle numerose norme da rispettare nel mercato unico. Riunire i servizi di consulenza e informazione con le domande di attestazione UE in uno sportello unico per le imprese dell’Alta Baviera che operano in Austria.



7. Creazione di un fondo pubblico di fondi di capitale di rischio (Lituania)

Descrizione
La LGA funge da “fondo di fondi” investendo nei tre fondi di capitale di rischio istituiti oltre 14,5 milioni di euro, di cui il 75% proviene dai fondi strutturali dell’UE ed il restante 25% dai finanziamenti pubblici nazionali. A questi si aggiungono altri 15 milioni di euro, provenienti da finanziamenti privati. Tutti i fondi in cui l’LGA investe sono sottoposti al controllo di un comitato per gli investimenti, a cui partecipano esponenti dei settori pubblico e privato. Il settore pubblico crea il contesto favorevole agli investimenti e fissa le regole, mentre il settore privato decide in merito alle società a cui destinare gli investimenti. Lo Stato non è quindi coinvolto direttamente negli effettivi investimenti di mercato.

Obiettivi
Il finanziamento con capitale di rischio in fase di avviamento è pressoché inesistente in Lettonia, in quanto i sette-otto fondi presenti sono incentrati su grandi progetti di espansione che necessitano di investimenti superiori a 1 milione di euro. Al di là delle difficoltà di accesso ai finanziamenti per le PMI, si osserva inoltre una certa inesperienza da parte delle stesse imprese nell’attirare gli opportuni finanziamenti, in generale, e il capitale di rischio in particolare. Per risolvere la situazione, il ministero dell’Economia della Repubblica di Lettonia ha elaborato un regime di aiuti di Stato per il capitale di rischio gestito dall’LGA, un’agenzia sovvenzionata
dallo Stato che funge non solo da “fondo di fondi” nel quadro del regime di aiuti per il capitale di rischio, ma anche da garante per i crediti concessi alle PMI in Lettonia.



8. Fondo britannico per l’alta tecnologia (UK)

Descrizione
Lo UK High Technology Fund è un “fondo di fondi” che invece di investire direttamente in imprese ad alta tecnologia investe in società di capitale di rischio operanti nel settore dell’alta tecnologia.

Obiettivi
Lo UK High Technology Fund è stato costituito come “fondo di fondi” per incoraggiare le istituzioni ad investire in società di capitale di rischio specializzate nelle fasi iniziali delle imprese ad alta tecnologia e aumentare l’importo dei finanziamenti disponibili da investire in aziende tecnologiche.


9. Gestione dell’innovazione (Ungheria)

Descrizione
Sulla base di una procedura standard, il centro d’innovazione raccoglie le idee creative di piccole imprese, università e istituti di ricerca.
Dopo aver verificato che non violino i diritti di proprietà intellettuale e averne valutato il potenziale sul mercato internazionale, il centro seleziona i progetti destinati a ricevere un sostegno ad hoc per la loro fase specifica di sviluppo (trasferimento di tecnologia, sostegno alla gestione, avvio di nuove imprese, intermediazione con gli investitori, coordinamento del finanziamento dei progetti). Le attività si fondano sull’esperienza acquisita con le buone pratiche statunitensi ed europee. Inizialmente le attività erano gestite dal consorzio INNOCHIC, istituito nel 2003. Per espandere le attività è stata fondata nel 2006 la società per azioni
ValDeal ZRt. In principio le attività erano concentrate nella regione centrale dell’Ungheria, mentre ora sono estese a tutto il paese.
Il programma è stato finanziato in gran parte da apporti di capitale privato, con un sostegno pubblico del 5-10% dei costi totali.

Obiettivi
Mettere a punto prodotti ungheresi che possano essere commercializzati in tutto il mondo; sfruttare meglio le idee innovative e i
risultati delle ricerche.



10. Fondo tedesco di microfinanza (Germania)

Descrizione
Questo progetto, tuttora nella fase pilota, consiste in un fondo di garanzia che, previo pagamento di un contributo, assume l’intero rischio di inadempienza delle banche fornitrici di microcrediti. Il fondo è alimentato da due banche di sviluppo (GLS e KfW, quest’ultima costituita da fondi pubblici) e da due ministeri (Affari economici e tecnologia, Lavoro e affari sociali). Per beneficiare della copertura del fondo, le banche devono collaborare con un’istituzione di microfinanza regionale (ad esempio, un incubatore d’imprese) accreditata dall’ente nazionale competente, il DMI, un’associazione rappresentante gli interessi di 54 istituzioni di microfinanza.
L’istituzione di microfinanza ha il compito di fornire consulenza e una valutazione dell’impresa; se giudica il modello commerciale dell’impresa valido, raccomanda alla banca la concessione di un prestito. Dato che il fondo di microfinanza garantisce il prestito al 100%, la banca segue di solito la raccomandazione. L’istituzione di microfinanza gestisce a nome della banca le relazioni con l’impresa debitrice dopo la scadenza del contratto di prestito, comprese eventuali inadempienze. In tal modo le banche sono liberate da molti dei costi amministrativi connessi al prestito. Per il servizio ricevuto, la banca versa al fondo di microfinanza un contributo sugli interessi percepiti. Da parte sua, l’istituzione di microfinanza risponde al fondo del primo 20% di un’eventuale
inadempienza sul prestito da essa raccomandato.

Obiettivi
Aiutare le nuove imprese a procurarsi piccoli prestiti. Ampliare l’attuale disponibilità di microprestiti.

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venerdì, gennaio 02, 2009

I paesi in cui ho lavorato


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giovedì, dicembre 04, 2008

Perchè CaosManagement

http://www.caosmanagement.it

Rivista Elettronica nata da un’idea fortemente perseguita dall’ing. Giuseppe Monti e leggermente assistita da M Barbara Herreros. Nasce come Notiziario nel luglio 1998. Nel gennaio del 2004 diviene una vera e propria rivista elettronica, registrata e diretta dall’ing. Giuseppe Monti, con il coinvolgimento totale di Marisol Barbara Herreros.

Nel tempo si è fatta conoscere per la qualità dei contributi pubblicati, per la serietà intellettuale dei suoi interventi, ed anche perché oggi sono iscritti alla rivista circa 47.500 persone in Italia e nel mondo.

La sua filosofia, veniva descritta da Monti, nel Numero 0 del 2004.

"Una goccia d'acqua che si spande nell'acqua, le fluttuazioni delle popolazioni animali, la linea frastagliata di una costa, I ritmi della fibrillazione cardiaca, l'evoluzione delle condizioni meteorologiche, la forma delle nubi, la grande macchia rossa di Giove, gli errori dei computer, le oscillazioni dei prezzi sono fenomeni apparentemente assai diversi, che possono suscitare la curiosità di un bambino o impegnare per anni uno studioso, e che presentano un solo tratto in comune: per la scienza tradizionale, appartengono al regno dell'informe, dell'imprevedibile dell'irregolare. In una parola al caos. Ma da due decenni, scienziati di diverse discipline stanno scoprendo che dietro il caos c'è in realtà un ordine nascosto, che dà origine a fenomeni estremamente complessi a partire da regole molto semplici."(J.Gleick, pioniere di una nuova scienza, Chaos)

Definire ed interpretare in maniera puntuale ed esauriente i fenomeni del nostro tempo sarebbe impresa molto rischiosa ed oltretutto sterile. Ci sembra invece molto più interessante un' analisi della realtà interpretata attraverso l'individuazione di una chiave di lettura attuale: la teoria del caos. E' importante a questo punto evidenziare che caos non è sinonimo di caso, ne è solo l'anagramma. Non è neppure completo disordine poiché, sulla base delle recenti scoperte scientifiche, i sistemi caotici sono sistemi dinamici riconducibili ad una logica complessa, e prevedibili a breve termine. E' dunque possibile sostenere che nel caos c'è ordine. Si tratta di un ordine tanto complesso da sfuggire alla percezione ed alla comprensione umana, un ordine dove non è più possibile riscontrare le regole dell'idea di armonia platonica.

"….. I sistemi complessi tendono a situarsi in un punto che definiremo il margine del caos. Immaginiamo questo punto come un luogo in cui vi è sufficiente innovazione da dare vitalità al sistema, sufficiente stabilità da impedirgli di precipitare nell'anarchia. E' una zona di scompiglio e di conflitto dove vecchio e nuovo si scontrano continuamente…" (Michael Crichton).

Il pensiero scientifico e filosofico contemporaneo è segnato dalla progressiva presa di coscienza di un lento ed inesorabile dileguarsi delle certezze, dei fondamenti teorici e pratici del sapere. Il tempo, lo spazio, il rapporto tra cause ed effetti, concetti ritenuti immutabili fino al secolo scorso, stanno gradualmente scomparendo o quantomeno risultano suscettibili di critica come categorie del pensare e dell'agire scientifico e filosofico. Detto ciò, su un piano teorico ed intellettuale, sono possibili due linee di azione: trovare in primo luogo nuove risposte, più adeguate al tempo che stiamo vivendo, agli interrogativi classici della filosofia; in alternativa, costruire un'immagine il più possibile confortante del lavoro e delle prospettive della scienza, la quale ha mantenuto nel tempo la speranza di continuare a ricoprire il ruolo ereditato dall'epoca di Newton e Galileo, ovvero quello di "faro illuminante" dell'esistenza umana. Su un piano meno astratto, la crisi che caratterizza il nostro secolo è profonda e diffusa a livello globale; nessun aspetto della nostra vita ne è immune, a partire da questioni come la salute, i mezzi di sussistenza, la qualità dell'ambiente e dei rapporti sociali, l'economia, la tecnologia. Si è sviluppata insomma la coscienza di una serie impressionante di emergenze, che coinvolgono l'umanità, a tutti i livelli in un tentativo di ricerca di nuove soluzioni. L'immagine stessa della filosofia e della scienza ne risulta quindi modificata: il sapere ereditato dall'età moderna, per poter sopravvivere, deve mettere in discussione uno dopo l'altro tutti i suoi fondamenti, ma soprattutto deve scoprirsi ancora capace di calarsi nella vita reale, e rispondere alle domande sempre più pressanti che questa gli pone.

"Il compito principale della generazione contemporanea è re-inventare le nostre imprese ed istituzioni, pubbliche e private." (Tom Peters)

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